domenica, 10 dicembre 2006
Abbiamo ricevuto un po' di impreviste critiche sulla modalità "aperta" dell'inchiesta (qualcuno nei commenti di Punto Informatico, Dario Salvelli, aghost, Francesco Armando). Ci pare utile pertanto dare qualche chiarimento sulla metodologia - per ora in particolare sulla prima fase di DiarioAperto.
Ricapitolando: il questionario su cui verterà la ricerca sarà costruito in queste settimane fino al 31 dicembre col contributo dei navigatori. Crediamo che il questionario, come intervista scritta su un monitor posta al navigatore, sia una forma di conversazione.
Pensiamo abbia molto senso metodologico e strategico, quando si tratta di dare voce a una popolazione 'mediaticamente nuova' come quella dei blogger e dei loro lettori, che sia data loro la possibilità di influire pesantemente sui contenuti della ricerca. In particolare nella ricerca etnografica - una branca di ricerca delle scienze sociali non così distante da quella delle ricerche di opinione - viene enfatizzato come l'intervistato co-produca i contenuti della ricerca con l'intervistatore.
Ovviamente il rapporto di dialogo tra i due - intervistato e intervistatore - è un dialogo che ha a che fare coi rapporti di forza di questi due soggetti. Di solito questo rapporto di forza è enormemente sbilanciato a favore di chi progetta il questionario, in particolare per quanto riguarda il modo di porre le domande per non parlare dei temi stessi.
Bene, se si tratta di una prima vera inchiesta che vuole dar voce a chi legge o scrive blog, perchè non dare l'opportunità ai 'senza voce' di influire sulla scaletta dei temi che sono ritenuti come importanti dai 'senza voce' stessi? Se il significato di una ricerca è co-prodotto, perchè non dare la possibilità all'intervistato di influire di più?
Ecco perchè da qua fino al 31 dicembre tutti i navigatori interessati ai blog hanno l'opportunità di indicare quale, secondo loro, è il tema che vale la pena discutere tra migliaia di persone quando il questionario di DiarioAperto sarà pubblicato.
Enrico Milic
Swg
Ricapitolando: il questionario su cui verterà la ricerca sarà costruito in queste settimane fino al 31 dicembre col contributo dei navigatori. Crediamo che il questionario, come intervista scritta su un monitor posta al navigatore, sia una forma di conversazione.
Pensiamo abbia molto senso metodologico e strategico, quando si tratta di dare voce a una popolazione 'mediaticamente nuova' come quella dei blogger e dei loro lettori, che sia data loro la possibilità di influire pesantemente sui contenuti della ricerca. In particolare nella ricerca etnografica - una branca di ricerca delle scienze sociali non così distante da quella delle ricerche di opinione - viene enfatizzato come l'intervistato co-produca i contenuti della ricerca con l'intervistatore.
Ovviamente il rapporto di dialogo tra i due - intervistato e intervistatore - è un dialogo che ha a che fare coi rapporti di forza di questi due soggetti. Di solito questo rapporto di forza è enormemente sbilanciato a favore di chi progetta il questionario, in particolare per quanto riguarda il modo di porre le domande per non parlare dei temi stessi.
Bene, se si tratta di una prima vera inchiesta che vuole dar voce a chi legge o scrive blog, perchè non dare l'opportunità ai 'senza voce' di influire sulla scaletta dei temi che sono ritenuti come importanti dai 'senza voce' stessi? Se il significato di una ricerca è co-prodotto, perchè non dare la possibilità all'intervistato di influire di più?
Ecco perchè da qua fino al 31 dicembre tutti i navigatori interessati ai blog hanno l'opportunità di indicare quale, secondo loro, è il tema che vale la pena discutere tra migliaia di persone quando il questionario di DiarioAperto sarà pubblicato.
Enrico Milic
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tags: presentazione, metodologia
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